Chiesa Madre dell'Assunta

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Nel passato la vita dei baragianesi è stata scandita dalla religione.

Chiesa principale è stata da sempre Santa Maria Assunta anche detta di “mezzagosto” come risulta chiamata nel “LIBER RENATORUM QUARTUS” lungo i secoli è stata una chiesa ricettizia innumerata di diritto comunale cioè che la chiesa era stata fondata ed era di proprietà dell’Università (comune), la quale provvedeva alla sua manutenzione ordinaria con una somma fissa e alla manutenzione straordinaria con somme stanziate al momento.

Le chiese ricettizie furono esentate fino al 1741 da imposte e dopo di questa data furono gravate soltanto dalla metà delle tasse.

Con il passare del tempo le sue rendite tendono progressivamente a mancare.

Nella “Visita ad limina” fatta dal vescovo di potenza Vargas che dichiara una rendita di cento ducati nell’onciario del 1753 diventano 27, mentre nel 1822 l’arciprete don Antonio Mupo dichiara che la chiesa non ha nessuna rendita eccetto che delle rendite di grano che pagavano le persone adulte in quantità di mezzo stoppello a testa per l'affitto dei terreni.

Anticamente era in stile rinascimentale era piccola e conteneva i pochi abitanti di Baragiano .

Monsignor Diego Vargas nella sua visita pastorale del 1629 la definì molto piccola ovvero “nimis parva” .

Aveva tre altari in muratura mentre l’altare maggiore era in pietra.

Successivamente furono fatti altri lavori e in occasione di una sacra missione predicata dal vescovo di Potenza Domenico Russo vennero consacrati il 23 febbraio 1772 la chiesa e l’altare maggiore e in quell’occasione fu posata una lapide ora non più esistente trascritta nell’archivio parrocchiale dall’arciprete Saverio Valla, che fissava anche la festa della consacrazione della stessa chiesa che fu assegnata per sempre al 22 ottobre.

All’inizio del XIX secolo la chiesa era in stato precario è conteneva a malapena i baragianesi tanto che l’Università decise di eseguire dei lavori che consistevano nell’ampliamento della chiesa e fu ultimato anche il campanile.

Le funzioni poterono riprendere soltanto nel 1836 dopo essere stata benedetta dal vescovo di Potenza monsignor Pietro Ignazio Marolda.

Nonostante tali opere il problema della manutenzione e della statica della chiesa e del campanile continuavano a preoccupare.

Nel 1852 vennero stanziati nuovi fondi per riparare la chiesa che era stata danneggiata dal terremoto dell’anno precedente.

Nel 1857 furono stanziati nuovi fondi per il campanile.

Soltanto che emerse negli amministratori del paese la tendenza al risparmio e ne fecero le spese le riparazioni.

Purtroppo il 16 dicembre 1857 ci fu un nuovo terremoto e soprattutto il campanile subì dei gravi danni e successivamente furono stanziati nuovi fondi per le riparazioni.

Non ci furono problemi fino al 1914 quando un capomastro mise in allarme il parroco don Rocco Canuso perché sull’arco trionfale erano apparse delle lesioni. Le autorità comunali deliberarono di contrarre un prestito di lire 14.000 che fu ritenuta una cifra esorbitante dalla prefettura che negò il prestito.

La chiesa fu chiusa al culto e si officiò nella chiesa di San Rocco.

Fu riaperta al culto nel 1924 dopo averne rifatto il pavimento e il soffitto in tavole di abete con la solidarietà dei baragianesi d’America stimolati dal parroco don Lorenzo Lauria.

A ricordo della riapertura fu posto sull’arco trionfale la seguente scritta “DOMUS MEA / DOMUS ORATIONIST EST A.D.1924”-

Altri lavori furono effettuati dal parroco don Michele Rotundo nel 1936.

Nel secondo dopoguerra nel 1956-57 per conto del Genio Civile di Potenza nel quadro dei danni di guerra fu rifatta la chiesa, venne sostituito il pavimento, il soffitto fu realizzato in muratura, gli altari laterali in muratura furono sostituiti da altari in marmi donati da privati.

Il campanile fu completamente demolito e rifatto , nei piani inferiori riadoperando le antiche pietre del muro di cinta del IV secolo A.c , nei piani superiori furono adoperate pietre provenienti da Minervino Murge.

La nuova chiesa fu benedetta nel settembre del 1957 dal vescovo di Potenza monsignor Augusto Bertazzoni.

Negli anni 1978-79 furono fatti altri lavori, il presbiterio fu trasformato per far posto all’altare basilicale.

Fu realizzato sul progetto e sotto la direzione di padre Tarcisio Manta, questi lavori furono voluti dall’attuale parroco Padre Remigio D’andrea.

Nella sistemazione del presbiterio l’altare maggiore in pietra fu tolto e trasferito nella chiesa della Immacolata Concezione.

Il nuovo presbiterio fu inaugurato il primo aprile 1979 da monsignor Giuseppe Vairo arcivescovo di Potenza.

La fatalità volle che la sera del 23 novembre 1980 un altro terremoto colpì la Campania e la Basilicata .

Anche Baragiano riportò ingenti danni inclusa la chiesa Madre, che fu nuovamente chiusa al culto.

Le funzioni vennero spostate nella chiesa della Annunziata che era stata ristrutturata da poco.

I lavori di restauro durarono molti anni, il presbiterio fu reso più luminoso aprendo degli spiragli sulla parete, inoltre la chiesa fu privata della porta interna che la metteva in comunicazione con la casa canonica.

Nel 1993 questi lavori furono ultimati, successivamente comparirono delle grosse macchie di umidità sulle pareti che destarono nuove preoccupazioni.

Nuovi lavori realizzati nel 2003 hanno finalmente portato la chiesa Madre alla piena bellezza e allo splendore in tutte le sue parti.